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Cosa significa “Alzare le frequenze” (e cosa NON significa)

Cosa significa “Alzare le frequenze” (e cosa NON significa)

Quando si vivono situazioni dolorose o di difficoltà, senza una presa di consapevolezza, la nostra mente, la nostra vitalità, il nostro corpo tendono ad abbassare la propria energia: la mente sarà meccanicamente assorbita in un loop di pensieri tragici e negativi, il nostro stato emotivo sarà dominato da emozioni negative come paura, tristezza, sfiducia, collera, il corpo fisico si sentirà sfinito, scarico, stanco, distrutto. Ti è capitato di sentirti così?

Ecco, prima che tutto ciò accada inesorabilmente è importante mantenere alta la nostra energia, “alzare le frequenze”. L’energia, come spesso diceva il Maestro P. Yogananda, è tutto! Il livello e la qualità della nostra energia determinano il modo in cui percepiamo le situazioni che viviamo, il modo in cui ci relazioniamo agli altri, in una parola il nostro esserci nel mondo.

Perciò dovrebbe essere il nostro primario obiettivo quello di alzare o mantenere alto lo stato vitale, cioè la nostra energia.

Ci sono molti modi per farlo! Ne elencherò solo alcuni (i miei preferiti!):

  • stare il più possibile in contatto con la natura e con il mondo animale.
  • meditare o pregare quotidianamente; al di là delle tecniche e dei formalismi (che andranno poi lasciati) ciò che conta è la connessione con la nostra anima, la quale è il ponte che ci collega allo Spirito, alla Sorgente della Vita che è Uno e la cui essenza è Amore.
  • essere consapevoli delle parole che usiamo, scegliendo di nominare persone e situazioni con nomi che valorizzino e potenziano, invece di sminuire, limitare, tragicizzare.
  • fare attenzione a non lamentarsi
  • fare attività fisica ogni giorno, che sia yoga o palestra non fa differenza, basta che ci sia consapevolezza, che siamo presenti nel movimento. Ciò favorisce l’unione della mente con il corpo, la cui separazione è l’origine principale di stress, disagio, depressione, malattia.
  • cercare di ascoltare non solo ed esclusivamente la nostra mente razionale, ma il cuore.
  • ascoltare musica ispirante, che tocchi il cuore e stimoli l’insorgere di sentimenti sublimi come gratitudine, apprezzamento, amore, senso ti appartenenza con il tutto, bellezza…
  • mangiare con moderazione cibi vegetali di qualità.
  •  scorgere la bellezza dentro di noi e in ciò che ci circonda, dimorare in essa, lasciarci nutrire, e poi manifestarla a nostra volta, secondo le nostre attitudini.

Uno stato di vibrazionale alto è quello scudo che ci protegge da qualsiasi avversità, che ci rende capaci di restare solidi come la roccia, anche in mezzo alla tempesta.

Attenzione però, tutte queste modalità possono nascondere in sé delle trappole, dei potenziali pericoli. Ad esempio posso fare yoga non per ricercare la connessione della mia anima con il corpo e con la mente, ma perché sono schiavo di una forma pensiero che mi fa sentire bravo, buono, evoluto e spirituale se faccio yoga, sbagliato ed involuto se non lo faccio. Una passeggiata nella natura può essere una fuga dal mio quotidiano, che detesto o dal quale mi sento schiacciare, invece che essere un’occasione di ricarica e di ritrovata armonia. Lo stesso può accadere con la musica e persino con la meditazione.

Un fraintendimento che mi capita di riscontrare molto spesso è quello di confondere il non lamentarsi col reprimersi.

Non lamentarsi non significa tenere tutto dentro, dire a se stessi e agli altri che va tutto bene, anche quando non è vero, non significa far finta di niente, mascherare le proprie emozioni dietro un sorriso di facciata.

Molto spesso le persone comprendono che lamentarsi, così come permettere ad altri di farlo, è deleterio per la propria e altrui energia, perciò si sforzano di non farlo, ma il risultato è quasi sempre una repressione.

Nella convinzione che esprimere i propri problemi, le proprie difficoltà o le proprie paure equivalga a lamentarsi, le persone che scelgono di non farlo finiscono per corazzarsi in un involucro di apparente felicità, invulnerabilita’ e benessere che in realtà le imprigiona; infatti tutto ciò che impedisce la libera espressione ci toglie energia e ci limita.

Il non lamento, perché sia autentico e permetta alla nostra energia di brillare,  necessita di una rieducazione comunicativa: occorre cioè che reimparare a comunicare. Attenzione allora sì a non scadere nel lamento, ma neppure nella finzione del ‘va tutto bene’. Provate ad imparare a comunicare, qualsiasi sia il vostro momento delicato, senza cadere nel vittimismo, scegliendo parole in grado di costruire, non distruggere, e portando attenzione al vostro tono di voce, che sia in grado di sostenervi, che vi conferisca dignità e forza, e non vi abbatta, e non vi annulli.

Potrebbe anche capitarvi che altri erigano un muro davanti a voi mentre state esprimendo una vostra difficoltà, vi è mai successo? Mentre state parlando realisticamente della vostra difficile situazione, l’altro si chiude pensando di doversi difendere dalla vostra ‘negatività’, dal vostro lamento. Ecco un’altra trappola! È corretto e utile rigettare una modalità comunicativa che sentiamo abbassare la nostra energia, ma ciò non significa rigettare la sofferenza dell’altro in toto! Troppe persone ancora una volta si ingannano, credendo di essere nel giusto in realtà si stanno solo difendendo dal dolore altrui: a causa dell’ incapacita’ di sentire e di stare nel proprio il risultato è che mancano di compassione.

L’atteggiamento più comune di fronte a ciò che sentiamo abbassare le nostre frequenze è quello di chiuderci, irrigidirci, allontanare o evitare chi o cosa sentiamo pericoloso e negativo per noi.

Ma il campo energetico umano si irradia nell’espansione, nella compassione, nella fiducia e nell’apertura del cuore, non nella chiusura, nel giudizio e nella difesa.

In conclusione: il metodo più potente per mantenere la nostra energia vitale alta è l’amore. Tutto il resto è un surrogato.

Franca Soavi

energia

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